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Rischio alluvionale a Villar Dora, interventi e prevenzione

Il punto sulla situazione ad oltre un anno dall'evento del 17 aprile 2025: criticità, opere in progetto e fondi

A più di un anno dall’alluvione del 17 aprile 2025, la vicenda del Rio Vindrola continua a richiedere attenzione, sia sul piano delle opere pubbliche, sia su quello della manutenzione ordinaria e della prevenzione. Durante le prime fasi dell’emergenza sono state affrontate le situazioni più gravi, ma il percorso finalizzato alla risoluzione delle criticità emerse in quell’occasione rimane tuttora centrale per la messa in sicurezza del centro abitato di Villar Dora.

Criticità ancora presenti
Partendo da Piazza del Rio, fra gli elementi strutturali da considerare vi è il lavatoio, di cui si era inizialmente ipotizzata la demolizione. Le sue fondamenta continuano a restringere la luce del canale sotterraneo, contribuendo a mantenere un punto critico nel sistema di deflusso. Sotto la superficie della piazza permane una vera e propria strettoia ad imbuto, dove la condotta sotterranea del Rio Vindrola passa da una sezione di 3 metri quadrati abbondanti a una di 0,8 metri quadrati scarsi.
Fra i punti più critici vi è poi il tratto tombato sotto Via Roma, che porta a valle le acque dello stesso torrente. Si tratta della ormai ben nota condotta in calcestruzzo da un metro di diametro, la stessa già esistente prima dell’alluvione, poi ripulita dopo l’evento calamitoso. Alla luce di quanto accaduto, appare evidente che, per affrontare in modo adeguato le portate eccezionali e ridurre i futuri rischi di rigurgito ed esondazione, sotto Via Roma sarebbe necessario un tubo di diametro non inferiore al doppio di quello attuale, comunque pari almeno alla sezione di entrata dal lato a monte del lavatoio.

Opere di prevenzione
Accanto all’ampliamento della sezione di deflusso, resterebbe fondamentale prevedere pozzetti di ispezione a distanza regolare e ravvicinata lungo tutto il percorso della condotta. In questo modo sarebbe possibile effettuare controlli frequenti, verifiche puntuali e interventi di pulizia più efficaci, limitando l’accumulo di materiale e migliorando la gestione ordinaria del tratto sotterraneo. In questo quadro si inserisce anche l’esigenza di una serie di griglie aggiuntive sulla superficie stradale per facilitare il deflusso delle acque meteoriche su Via Roma, Via Suppo, Borgata Richetto e Via Baratta, come era già stato ipotizzato nei momenti immediatamente successivi all’alluvione.
Rimane inoltre centrale il tema della manutenzione delle infrastrutture da parte dei privati, in particolare per quanto riguarda la pulizia dei fossi e degli scarichi delle acque bianche di pertinenza. In diversi casi, tale attenzione non è stata esercitata con la necessaria continuità, né prima né dopo l’alluvione, e ciò ha contribuito ad aggravare una situazione che, con le piogge intense, è diventata ancora più delicata.
Inoltre, poiché la situazione dei sottoservizi non è sostanzialmente cambiata, molte fognature nere, con particolare riferimento a Via Roma, continuano ad immettersi direttamente nel corso sotterraneo del Rio Vindrola, con possibili problematiche igieniche e sanitarie da non sottovalutarsi.

Bacino superiore e pianificazione
Sul piano della prevenzione, resta necessaria la realizzazione di briglie di ritenuta nel bacino superiore del rio, utili a trattenere il materiale più grossolano prima che raggiunga il centro abitato. Nel Consiglio comunale del 30 luglio 2026, è stata annunciata l’entrata di 445.000 euro dalla Regione Piemonte per l’avvio delle opere di regimazione idraulica. Nel frattempo, rimane altrettanto importante mantenere pulita e pienamente funzionale la griglia già esistente a monte di Piazza del Rio, che svolge un ruolo decisivo nel contenimento dei detriti.
A ciò si aggiunge la necessità di aggiornare gli strumenti urbanistici e i piani idrogeologici, idraulici e di protezione civile comunali, alla luce di quanto accaduto e delle evidenze descritte della successiva relazione tecnica. Eventi di questa portata impongono una revisione attenta delle valutazioni pregresse, per adeguare la programmazione pubblica ai rischi effettivamente emersi sul territorio.

Progetti e fondi
Secondo le dichiarazioni effettuate dell’Amministrazione nei Consigli comunali del 30 aprile e 30 luglio 2026, le opere della prima fase risultano ormai concluse mentre la fase successiva, quella posteriore alla somma urgenza, resta decisiva per la prevenzione futura.
«Più volte – ha affermato il Sindaco Norma Tabone in Consiglio – abbiamo parlato di un progetto per la messa in sicurezza del rio Vindrola, che ammonta a 880.000 euro. La Regione Piemonte ci ha chiesto di presentare uno studio di fattibilità, diviso in due parti. Ci sono stati riconosciuti 445.000 euro per le opere di regimazione idraulica, da realizzare immediatamente a monte dell'abitato del concentrico. Siamo quindi speranzosi che, riconosciuta la prima parte, arrivi anche la seconda. Intanto, iniziamo a ricevere la prima parte e ad effettuare i primi lavori di messi in sicurezza dell'alveo del Rio, partendo da monte». L’amministrazione ha riferito che sono iniziati i sopralluoghi e i rilievi per i primi lavori, stimati come spesa intorno agli 80.000 euro, ovvero circa il 10% dell'importo totale dell’operazione. È stato inoltre chiarito che, accanto a questi fondi, si sta lavorando ad una progettazione più ampia che interesserà anche altri nodi critici, in particolare l’asse di via Roma fino all’incrocio con via Baratta, dove si punta ad interventi di riqualificazione e mitigazione del rischio idrogeologico. Le minoranze guidate da Savino Moscia e Gian Paolo Richetto hanno effettuato osservazioni sulla natura degli interventi e chiesto delucidazioni sulle tempistiche ipotizzate, che sono state stimate dall’amministrazione come abbastanza brevi, con l’auspicio di iniziare la fase operativa già nei prossimi mesi.