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Al via i festeggiamenti di San Rocco 2025

Torna la festa patronale di Villar Dora con serate danzanti, iniziative ed i tradizionali appuntamenti di questa ricorrenza.

Anche quest’anno Villar Dora si prepara a celebrare la festa patronale di San Rocco, organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune, in collaborazione con le associazioni locali.

Venerdì 8 e sabato 9 agosto alle ore 15 si parte con il torneo di pinnacola, che si svolgerà nella ex scuola Romita di Borgata Bert a cura dell’Associazione Franco Buggia.

Lunedì 11 agosto è in programma il pic-nic sotto le stelle, organizzato dalla Polisportiva Villardorese. Ritrovo alle 19.30 in Piazzetta Martino Franchino (via Sant’Ambrogio 6) e camminata fino alla suggestiva radura della collina della Seja.

Giovedì 14 agosto si apre il sipario sulla convivialità: alle 19 in Piazzetta Martino Franchino è previsto l’aperitivo a cura della FIDAS, seguito alle 20 dalla Cena sotto le stelle a cura della Pro Loco. La serata prosegue alle 21 con l’esibizione dal vivo della Società Filarmonica “Giuseppe Perotto” e del Gruppo Folcloristico di Villar Dora, tra valzer, polke e balli popolari.

La giornata di Ferragosto, vedrà le vie del paese animate dalla distribuzione dei sonetti. Nel pomeriggio, proseguirà la gara di pinnacola. Alle 20.30 nella chiesa dedicata al Santo Patrono si terrà la S. Messa, mentre dalle 21 in piazzetta Martino Franchino si ballerà con l’orchestra “Sonia De Castelli”.

Sabato 16 agosto, festa patronale di San Rocco, si terranno S. Messe solenni alle 11 e alle 17 in Piazza San Rocco, accompagnate dalla partecipazione delle Istituzioni e delle Associazioni del paese. Nel frattempo, proseguirà la distribuzione dei sonetti per le strade. La sera, seconda serata danzante con l’orchestra “Antonella Marchini”.

Domenica 17 agosto la festa si chiude con San Rochèt, un pomeriggio che comprenderà la merenda sinoira presso la fontana della Cinà (Borgata Suppo) e la finalissima di pinnacola.

La Fidas ricorda infine l’appuntamento con la prossima donazione, che avverrà martedì 26 agosto nel Centro Sociale di Via Pelissere.

Note su San Rocco e la sua festa

Tengo a precisare che, in relazione alla figura di San Rocco, ho sempre utilizzato la definizione di “Santo Patrono” ed ho sempre designato la ricorrenza in suo onore come “festa patronale”. Si nota però come potrebbero sorgere dilemmi sul suo ruolo come Patrono, soprattutto in ragione della stretta osservanza delle norme canoniche.

Non desidero affrontare in questa sede la questione dal punto di vista liturgico, che non è di mia competenza. Tutti i miei avi e familiari si sono sempre riferiti ad essa come “festa patronale”, e ciò mi induce a definirla così per ragioni storiche e culturali. Tenterò di effettuare un breve excursus su questo tema.

La chiesa parrocchiale è intitolata a San Vincenzo di Saragozza e Sant'Anastasio di Persia. Contitolare è inoltre la Madonna del Carmine. Il luogo ha un'antica origine cenobitica, e si dice che la sua fondazione risalga all'Alto Medioevo ad opera dei monaci della Novalesa.

San Rocco è titolare della chiesa edificata nell'omonima piazza del paese, dove sorge anche il Comune. Il culto del Santo taumaturgo di Montpellier ha una forte tradizione popolare: l'edificio fu costruito durante il XVII secolo per volere dei cittadini stessi, come ringraziamento per la guarigione dalle epidemie di peste. Ne è testimonianza la scritta “In peste patronus”, presente all’interno della chiesa.

Dal punto di vista civile, i documenti e gli atti ufficiali del Comune di Villar Dora definiscono “patronale” la festa di san Rocco. Il 16 agosto costituisce giorno di pubblica festività e di chiusura di esercizi ed uffici. I tradizionali “Sonetti” (componimenti sotto forma di poesia), distribuiti ai villardoresi in occasione della solennità di San Rocco, hanno sempre riportato la dicitura di “festa patronale”. Di tali sonetti si hanno riproduzioni che risalgono sino agli inizi del Novecento.

Forse il Santo delle pestilenze fu scelto dal popolo stesso come proprio protettore ab immemorabili? A tal proposito si può osservare che, da secoli e ovunque, numerose categorie autonome di persone, nonché intere comunità, corporazioni, ordini professionali e associazioni hanno designato i propri Santi Patroni, che non interferiscono con i Santi cui sono intitolate le parrocchie.

Assai rilevanti per il paese sono inoltre San Pancrazio (12 maggio) e San Martino (11 novembre), cui sono dedicate le rispettive cappelle. Vi sono anche vari luoghi di culto dedicati ad altri Santi, che sarebbe impossibile elencare in questa sede.

Come si scioglie, quindi, il nodo del Santo Patrono? Le memorie storiche del paese, interrogate sulla questione, concludono succintamente con un pizzico di sagacia che «a Villar Dora abbiamo molti Santi», ed io condivido pienamente questo concetto.