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Alluvione, quali prospettive per la sicurezza del territorio villardorese?
Una relazione tecnica ha rimarcato la grave criticità idraulica esistente a Villar Dora, proponendo opere di mitigazione
«L’intubamento del tratto terminale del rio Vindrola in corrispondenza del centro abitato è stata la causa primaria del dissesto che si è manifestato durante il recente evento alluvionale». Non lascia spazio a dubbi o interpretazioni la relazione sui lavori di messa in sicurezza dal rischio idraulico relativa all’evento alluvionale del 17 aprile 2025.
Il documento, recentemente redatto da uno studio specializzato in ingegneria civile e idraulica per conto del Comune di Villar Dora, reca evidenze chiarissime sulla dinamica dell’alluvione che ha colpito il paese durante la scorsa primavera.
«L’evento alluvionale del 15-17 aprile 2025 – rimarca senza mezzi termini la relazione – ha evidenziato la grave criticità idraulica esistente all’interno del concentrico dell’abitato indotta da errate scelte di regimazione delle acque superficiali effettuate in anni in cui la sensibilità e la conoscenza del rischio idraulico ed idrogeologico non erano tra le priorità nel governo del territorio quanto, invece, erano primari gli interessi edificatori».
Nello studio si afferma che, purtroppo, la situazione del concentrico dell’abitato tra le vie Roma e Baratta è tale da non poter ripristinare il tracciato a sezione aperta del corso d’acqua in quanto, ormai, entrambe le vie sono incluse in un contesto urbano edificato la cui viabilità comunale risulta primaria.
Rimane comunque il fatto che, secondo il documento, le tubazioni di via Roma e via Baratta non sono in grado di convogliare la portata ordinaria del rio e dei suoi affluenti a valle della piazza in relazione ad eventi che hanno statisticamente la probabilità di ripetersi ogni 20 anni o, se si preferisce, il 5% di probabilità di ripetersi ogni anno.
![]() La situazione di Borgata Richetto durante l'alluvione |
I professionisti incaricati dal Comune hanno effettuato una valutazione dei possibili interventi per ridurre il carico idraulico sull’area urbanizzata. La finalità primaria delle opere riguarda la modulazione delle portate nel tratto d’alveo a monte del concentrico, il contenimento dei detriti e l’adeguamento delle sezioni di deflusso nel tratto urbano compatibilmente con gli spazi residui tra i sottoservizi presenti (ad esempio fognature e cavidotti).
Gli interventi previsti includono la realizzazione di un’area di espansione collocata circa 250 metri a monte di Piazza del Rio. A valle di tale area si prevede la realizzazione di due briglie di ritenuta. In corrispondenza di Piazza del Rio saranno demoliti il lavatoio esistente, il tratto tombato ed il pozzetto posto al centro della piazza, e saranno sostituiti da un canale con relative aperture e camera di collegamento.
Infine, per quanto concerne il tratto urbano di via Roma, si ipotizza in una fase successiva l’adeguamento delle camerette di ispezione e della sezione di deflusso con un collettore di diametro nominale massimo pari a 1200 millimetri «poiché dimensioni superiori – si legge nella relazione – non risultano compatibili con la presenza di sottoservizi esistenti».
Riguardo a quest’ultimo punto, sulla scorta delle evidenze pluviometriche relative all’alluvione del 17 aprile 2025, si nota come un’eventuale sostituzione dell’attuale tubatura da 1 metro di diametro con una nuova da 1,2 metri potrebbe risultare leggermente migliorativa ma comunque non risolutiva. Ne sono prova gli stessi dati della relazione, dove si riportano criticità già all'imbocco del tratto tombato in Piazza del Rio, che presenta larghezza trasversale di 4 metri ed altezza di 1 metro.
A titolo dimostrativo di conferma, è possibile ricorrere al semplice calcolo d = √(A/π)*2, dove d è il diametro equivalente di una tubatura di sezione circolare ed A l'area della sezione iniziale del tratto tombato. Ipotizzando ottimisticamente che la sola assenza del substrato detritico sarebbe stata sufficiente ad incanalare l'intero flusso senza mandarlo in pressione, ovvero senza esondare, dal calcolo risulta che il diametro minimo della condotta a valle sarebbe dovuto essere di poco superiore ai 2 metri, cioè oltre il doppio del diametro della condotta oggi esistente sotto Via Roma e ben superiore agli 1,2 metri ipotizzati in caso di ingrandimento.
Nel prendere atto di quanto riportato nella relazione, che costituisce un punto fermo nell'analisi dello stato di fatto, desidero comunque ringraziare tutti i soggetti che hanno lavorato e stanno continuando a lavorare, non senza difficoltà, nella prospettiva della messa in sicurezza del territorio.
![]() L’area oggetto di intervento, come illustrata nella relazione |


