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Wikileaks e le conseguenze per le relazioni internazionali

10-12-2010


Julian Assange
Julian Assange, editore di Wikileaks
grafica dell'autore
Si dice che la diplomazia non possa essere più la stessa dopo Wikileaks: è veramente cosi?
I casi di fughe di notizie dai palazzi del potere sono sempre esistiti nel corso della storia, ed ancor più nell'era della comunicazione di massa: furono indiscrezioni a far scoppiare i casi Watergate e Sexgate, che in tempi diversi portarono i presidenti statunitensi Richard Nixon (repubblicano) alle dimissioni, e Bill Clinton (democratico) ad una fatale perdita di credibilità.

L'indiscrezione non conosce colori politici, essendo in grado di colpire qualunque posizione di potere.
Nel caso di Wikileaks in particolare, si possono notare due implicazioni fondamentali dovute all'impatto della diffusione di documenti riservati.
La prima riguarda il loro contenuto: è stato affermato da più parti che molte rivelazioni non siano realmente compromettenti perché costituite da fatti ampiamente noti (festini, manie e perversioni di vari leader mondiali, intese ed accordi non ufficiali sui combustibili fossili e molto altro). Dopo la pubblicazione, questi episodi non sono più semplici gossip da cronaca di costume, ma assurgono a fatti certificati da fonti autorevoli come il Corpo Diplomatico degli Stati Uniti d'America.

La seconda implicazione riguarda il ruolo dei diplomatici, che alcuni ritengono essere stato ridimensionato da questo scandalo di dimensioni globali. Anche se momentaneamente destabilizzata, non è ragionevole pensare che l'attività diplomatica abbia perso la sua rilevanza. Si prospetta anzi un periodo piuttosto frenetico di colloqui, dichiarazioni e smentite, volti prevalentemente ad arginare la marea cartacea pubblicata da Assange, cercando di indirizzare il flusso delle informazioni verso un canale più neutro (sminuirle come «irrilevanti» è stato il primo passo).

Le strade che si prospettano nell'evoluzione dell'«affare Wikileaks» paiono due: i governi si coalizzeranno per marginalizzare l'impatto mediatico delle rivelazioni, oppure decideranno di utilizzarle a proprio vantaggio per scatenare mutue azioni di rappresaglia politica e diplomatica. Staremo a vedere, ma l'ipotesi più probabile è la prima.