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Laurea: un passo falso?

31-08-2011


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Laurearsi conviene ancora?
Versione integrale del mio intervento pubblicato dal «Corriere della sera» il 31 agosto 2011.

Probabilmente gli anni di laurea, pur riscattati, non verranno più conteggiati nel novero di quelli utili per il raggiungimento della pensione.
Il provvedimento in discussione pone definitivamente l'epitaffio all'istruzione universitaria italiana, disincentivandola nel peggiore dei modi. Perché? La mia considerazione trae origine dal seguente ragionamento. Ho 26 anni e una laurea specialistica in Relazioni Internazionali (Scienze Politiche). Alle spalle qualche tirocinio, qualche corso, una qualifica professionale e tante porte chiuse. So già in partenza che sarà dura, per cui niente distrazioni.
La mia quotidianità risiede nella ricerca di un lavoro, mentre l'attinenza al mio campo di studi ed ai miei interessi è già naufragata da tempo: su consiglio di esperti del settore, ho abbandonato la strada che avevo intrapreso (le politiche ambientali) per l'assoluta mancanza di prospettive.
Consideravo i cinque anni spesi all'università come un investimento sulla mia vita e sulla mia futura professionalità, ma ora essi stanno per diventare irrilevanti per lo Stato italiano: il loro valore scomparirà ai fini del raggiungimento della pensione (che probabilmente otterrei, in prospettiva, verso i 70 anni). Non è ciò che mi sarei prefigurato come conclusione di una vita di onesto lavoro.
Stante la normativa in fieri, devo constatare come il conseguimento di una laurea si sia rivelato un passo falso. Se potessi tornare indietro non avrei dubbi: una volta terminata la scuola dell'obbligo, apprenderei un mestiere in modo da inserirmi immediatamente nel mondo del lavoro.
Invece i nostri genitori, gli attuali sessantenni, sono sfruttati con il progressivo ritardo della pensione: un'intera generazione che chiederebbe la possibilità di ritirarsi per cedere il passo ai giovani. P.S.: grazie ad un elevatissimo numero di interventi e lettere di protesta pervenute ai giornali e grazie all'attivismo degli utenti del web, in meno di 24 ore il governo ha ritirato il provvedimento sul riscatto degli anni di laurea.